LA REGIONE DI GOREME

LA REGIONE DI GOREME Nell’Anatolia centrale, all’interno di un triangolo ipotetico che include le città di Nevşehir, Ürgüp e Gülsehir, si trova la famosa valle di Göreme, anticamente conosciuta come «Korama», considerata una delle meraviglie archeologiche e geologiche del mondo. Sono ben trecento chilometri quadrati di fantastico «paesaggio lunare» cosparso di piramidi di pietra e coni muniti di «cappelli», grandi pinnacoli circolari ed obelischi, creati dalla natura e trasformati in sorprendenti complessi di colonie cave da un popolo remoto. Nel corso dei secoli, i colonizzatori cristiani allargarono il sistema sotterraneo di abitazioni e lo decorarono con affreschi e disegni rudimentali.

Avvicinandosi alla città di Nevşehir il visitatore verrà colpito sicuramente dalle ampie file di abitazioni intagliate nella roccia e dai «camini fatati» che, al primo impatto, sembrano essere artificiali, ma che in realtà sono opera dei capricci della natura. La regione è dominata da grotte naturali e da curiose formazioni rocciose; piccole o grandi, massicce o sottili, possono sorgere dal fondo di un precipizio o sporgere dal pendio di una collina, isolate o in gruppi, facendo sfoggio di una vasta gamma di colori con tonalità che vanno dal rosa, all’ocra e al blu chiaro.

Il turista non può fare a meno di domandarsi come si sia formato un paesaggio simile.

Probabilmente durante il periodo terziario dell’era cenozoica, da trenta a sessanta milioni di anni fa, la regione di Göreme fu teatro di una violenta attività vulcanica. Almeno tre grandi vulcani, l’Erciyes, l’Hassan e il Melendiz, fecero tremare la crosta terrestre per decine di migliaia d’anni, con eruzioni di lava, sassi e cenere. Di conseguenza l’attuale regione si trova situata sopra un altopiano (dai 1200 ai 1600 metri sul livello del mare) formato dall’accumulo graduale dei residui vulcanici. Con il passare dei millenni l’altopiano fu gradualmente eroso dal fiume Kizilirmak e dai suoi affluenti. I forti venti, le piogge violente, le gelate ed i successivi terremoti contribuirono a rafforzare il processo di erosione, così venne creato il magico «paesaggio» di Göreme.

Ci troviamo di fronte ad una terra che ha del fantastico e questa sensazione è talmente forte che si ha quasi l’impressione di essere su un altro pianeta. Agglomerati di rocce dalle forme più strane riempiono le colline e le gole, con sembianze di animali, funghi, caricature di personaggi famosi, tutte incredibilmente modellate dagli elementi naturali.

Templi intagliati nella roccia, colonie sotterranee e scalinate coprono i precipizi e le pareti perpendicolari, incavati e collegati tra loro da un sistema di gallerie e di tunnel, la cui lunghezza complessiva è di oltre 500 chilometri.

Ogni pietra è una reliquia del passato. Ogni fessura del terreno cela un’antica abitazione, una tomba o un santuario. Gran parte delle «case» sono quasi inaccessibili, o così sembra, proprio perché i loro realizzatori erano maestri nell’arte della mimetizzazione e dei trabocchetti. I vari tunnel ed i cunicoli vennero progettati per confondere gli intrusi e portarli verso trappole mortali. Gli antichi «ingegneri» avevano una notevole esperienza nell’uso di luci ed ombre per creare illusioni ottiche. Una galleria, apparentemente senza uscita, poteva avere uno sbocco verso l’esterno abilmente nascosto, mentre un passaggio all’apparenza sicuro poteva portare ad una trappola.

La valle di Göreme conserva eccellenti esempi di chiese e cappelle paleocristiane, il cui stile e le cui caratteristiche rivelano varie influenze artistiche: dalla Mesopotamia, Siria, Palestina, Armenia e dall’arte primitiva cristiana e bizantina. Alcune chiese sono conservate molto bene; le troviamo raggruppate o sovrapposte, sopra precipizi o nel sottosuolo.

La maggior parte di esse, sfortunatamente, furono danneggiate dalle calamità naturali o dall’ignoranza degli uomini. Questo vale anche per gli affreschi, in cui i personaggi, specie nel volto, risultano irrimediabilmente danneggiati. Questi vandalismi furono opera di ragazzi delle campagne circostanti e di cercatori di tesori dei secoli scorsi. Durante gli ultimi cinquant’anni anche alcuni «turisti» irresponsabili hanno danneggiato molti affreschi togliendone dei piccoli frammenti come souvenir.

I primi murali rappresentano l’arte primitiva. I loro realizzatori erano dei monaci, ispirati dalla devozione religiosa, completamente ignari delle proporzioni anatomiche e della prospettiva.

Le iconografìe più antiche scoperte finora rivelano un’influenza sirio-palestinese, mentre le opere che risalgono ad un’epoca successiva, mostrano tendenze bizantine.

È impossibile determinare l’epoca esatta di una chiesa, anche se esistono alcuni murali datati. L’epoca in cui Göreme fu un importante centro religioso corrisponde alla seconda metà del IX secolo e durò fino al 1250 circa d.C. Naturalmente la valle di Göreme venne abitata molto prima del periodo storico che conosciamo: alcune grotte naturali erano occupate da uomini preistorici già nel 3000 a.C.

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