IL COMPLESSO SOTTERRANEO

TURCHIA IL COMPLESSO SOTTERRANEO IL COMPLESSO SOTTERRANEO A circa metà strada tra Avanos e Gülsehir si incontra una deviazione per il villaggio di Yesilöz, ricco di vegetazione e di alberi da frutto. Ad un paio di chilometri a nord del villaggio, il paesaggio è dominato da una collina ai lati della quale si trovano sorgenti d’acqua calda. Queste fonti influenzano non soltanto la vegetazione locale, ma anche il «clima» del posto, rendendo questo luogo estremamente ospitale per delle piccole soste. La base del poggio è piena di alberi da frutto e la zona circostante è soggetta ad improvvise variazioni climatiche, localmente chiamate «Iliman mesiresi». Durante l’inverno può capitare che la temperatura media intorno al colle si alzi di alcuni gradi rispetto al resto della regione, mentre in estate si abbassi improvvisamente per brevi periodi. Nonostante la temperatura mite è buona norma portare con sé una maglia di lana.

Le sorgenti sono talmente numerose che non sono contraddistinte da un nome, ma da un numero. Le loro dimensioni inoltre variano, per esempio lo zampillo della sorgente numero 4 è talmente debole da poter essere ostruito con una pietra, mentre, a una distanza di ottocento metri, l’acqua della sorgente numero 5 fuoriesce con una violenza tale da spostare un pesante masso.

Qui una grande zona rimane senza neve anche durante le abbondanti nevicate.

Nei pressi una grotta di 20 metri per 7 è usata dai pastori come rifugio. Nella parete opposta all’entrata frastagliata si trovano tre cavità parzialmente ostruite dai detriti; sono le vie di accesso ad un sistema di gallerie che conduce al complesso sotterraneo di Ören. Questi percorsi sono molto scomodi, ma in passato le cosiddette «vie» sotterranee erano ben illuminate grazie alle nicchie per le candele e le lampade ad olio poste a intervalli di un metro e mezzo.

È comunque sconsigliabile avventurarsi in un simile groviglio di passaggi strettissimi.

Consideriamo la colonia sotterranea vicino al villaggio di Incegiz, nel distretto di Çatalca, a circa quaranta chilometri ad ovest di Istanbul – in Tracia! Le abitazioni di questo complesso sono identiche, fin nei minimi particolari, a quelle scolpite nella roccia nella provincia di Göreme, smentendo le affermazioni di coloro che insistono sulle origini ittite di Derinkuyu e di Kaymakli in Cappadocia. Gli abitanti delle prime colonie monastiche della regione non ebbero contatti con la Tracia, né gli Ittiti c’erano mai stati. Incegiz si trovava proprio in territorio frigio, dove i Frigi avevano scavato delle miniere.

Sulla strada Catalca-Saray, a otto chilometri di distanza, abbiamo un altro complesso di grotte ed un lungo sistema di gallerie, oggi in territorio militare, quindi inaccessibile.

I Frigi erano abilissimi nelle tecniche degli scavi e dell’estrazione e la loro presenza in Cappadocia tra il 1200 e il 600 a.C. è un fatto storico documentato.

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