COME SI VIAGGIA IN TURCHIA

COME SI VIAGGIA IN TURCHIA

IN AEREO. La Turchia asiatica è un paese vasto e con una forte percentuale di rilievi; per gli spostamenti l’aereo è perciò il mezzo di gran lunga più veloce, anche quando si tratta di collegare fra loro centri che sulla carta sembrano abbastanza vicini. La rete delle Linee Aeree Turche (Türk Hava Yolları, THY) copre completamente il territorio con i suoi voli interni. Ecco l’elenco delle città dotate di aeroporti nazionali: Adana, Ankara, Antalya, Dalaman, Diyarbakır, Elâzığ, Erzurum, Gaziantep, istanbul, Kayseri, Mala­tya, Samsun, Sivas, Smirne, Trabzon e Van. In genere le tariffe sono inferiori a quelle vigenti negli stati europei occidentali, e ci sono varie possibilità di riduzioni, come uno sconto del 10% per i gruppi familiari (con lo stesso cognome).

PER NAVE. Tutte le città delle due coste sono collegate dalle Linee Marittime Turche (Denizyolları). La linea del Mar Nero (Karadeniz) va da Istanbul a Hopa, vicino al confine sovietico; in estate il tour completo, di sei giorni, tocca i porti di Zonguldak, Sinop, Samsun, Ordu, Giresun, Trabzon e Rize. Fuori dalla stagione turistica il percorso comprende anche soste negli scali minori, per i quali questi battelli rappresentano talvolta l’unico mezzo di comunicazione.

La linea mediterranea (Akdeniz) va da Istanbul a Smirne, Kusadasi, Marmaris, Bodrum, Fethiye, Finike, Antalya, Alanya, Mersin e iskenderun in 10 giorni. Ci sono poi crociere di 12 giorni da Istanbul, che toccano 15 porti. Esistono poi molti tragitti locali nel mar di Marmara, per Mudanya e Gemlik, per Çanakkale e le isole di imroz e Bozcaada. I traghetti collegano Lapseki con Gelibolu (Gallipoli) e Çanakkale con Eceabat dieci volte o più nella giornata. Ricordate però che non si tratta di percorsi espressamente predisposti per il turismo; le soste nelle località più interessanti per il visitatore sono spesso troppo brevi, e anche se le tariffe sono molto basse, le navi offrono un comfort proporzionalmente limitato: anche la classe «di lusso» è ben poco lussuosa. Per chi proviene dall’estero o da un’altra nave delle Linee Marittime Turche, e viaggia sulle linee interne, lo sconto sulle tariffe di sola andata o di andata e ritorno è del 50%. Altri sconti regolarmente praticati: il 10% per l’andata e ritorno, dal 10 al 25% per gli studenti (a seconda della classe), il 50% per i bambini dai 4 ai 12 anni. Le crociere sull’Egeo toccano Istanbul, Smirne, Kusadasi e Marmaris e sono servite da battelli più confortevoli e moderni (ma anche più costosi) di quelli delle linee turche.

IN TRENO. Le ferrovie turche sono statali. Una rete di circa 8300 km collega tutte le città importanti ma lascia isolati ampi tratti di costa su entrambi i mari. Si viaggia lentamente perché i percorsi sono tortuosi, per toccare le città collocate in punti lontani o per aggirare le montagne. In treno da Istanbul a Ankara occorrono 9 ore e mezza, su un percorso di 576 km (mentre in autostrada sono 437). Il «Treno Blu» (Mavi Tren), di lusso, che parte ogni giorno da Istanbul (Haydarpaşa) riduce questo termine a 7 ore e mezza. Da Istanbul/Haydarpasa ci sono linee per Kars, attraverso Ankara, Kayseri e Erzurum; per Teheran in Persia, con attraversamento in traghetto del lago Van; per Adana e Aleppo in Siria.

Le tariffe sono piuttosto basse, tanto che conviene viaggiare in prima; meglio prendere gli espressi o i diesel di sola prima classe evitando di viaggiare di notte salvo che in vagone letto. Sul viaggio di andata e ritorno la riduzione è del 10%. I gruppi di dieci o più persone e gli studenti, ottengono lo sconto del 10% sulla tariffa di sola andata.

IN PULLMAN. Vi sono compagnie private che collegano tutte le città turche con un servizio frequente ed economico, giorno e notte. I pullman partono dall’ otogar (stazione delle corriere) nelle città maggiori, e dalla piazza centrale nelle cittadine secondarie. C’è molta concorrenza tra le varie compagnie: gli impiegati nei loro chioschi traballanti vantano a voce alta i servizi offerti. Di solito sono disponibili ovunque gratuitamente bottiglie di acqua fresca.

IN TAXI. I dolmuş (tassi collettivi) collegano le città vicine in maniera efficiente ed economica. I tassi ordinari, invece, possono essere piuttosto costosi.

IN AUTOMOBILE. La guida è a destra, perciò secondo il codice stradale il sorpasso dovrebbe avvenire sulla sinistra, ma nelle città, e a Istanbul soprattutto, è meglio stare attenti, perché i guidatori del luogo non sempre si comportano così. Nessuno però guida troppo veloce, quindi c’è tempo di frenare. Il caos della circolazione è dovuto soprattutto alla presenza dei dolmuş, che si fermano a ogni angolo di strada per far scendere un passeggero. I semafori, ai quali del resto la gente non bada gran che, sono scarsi, mentre i numerosi poliziotti riescono non si sa come a dirigere il traffico con acutissimi colpi di fischietto. Gli ingorghi sono frequenti ed è facile che i nervi saltino.

Per il parcheggio si cerca un posto dove si può, qualche volta sul marciapiede. Evitate le molte stradine a senso unico; a Istanbul è più sicuro seguire i grandi viali moderni, per essere sicuri di orientarsi meglio e in definitiva risparmiare tempo anche se il percorso sembra più lungo.

Nelle strade fuori città si ha l’impressione che i guidatori del posto considerino la strada una proprietà privata. Difficile che abbassino gli abbaglianti quando incontrano un altro veicolo. Vi potrà capitare di essere sorpassati su una curva o sul culmine di una salita, o vi troverete d’un tratto di fronte a un grosso camion che viene nella direzione opposta. Il veicolo in salita su una stretta strada di montagna ha la precedenza; se un camion sovraccarico è costretto a fermare rischia di ingolfarsi, e se si è fermato per colpa vostra rischiate di ricevere un breve ma succoso saggio delle possibilità offerte dalla lingua turca in materia di insulti. Se sorpassate un’automobile, date un colpo lungo di clacson come avviso, e un altro breve quando sarete passati; l’altro vi risponderà a sua volta con un colpetto di clacson. Vi troverete spesso di fronte carri che tengono la sinistra per poter vedere meglio le macchine che arrivano; e anche biciclette nelle stesse circostanze. Le biciclette raramente hanno un fanale.

Sulle autostrade principali, potrete ogni tanto incontrare una colonna di veicoli militari. Queste colonne interminabili spesso costituiscono un vero pericolo, perché le macchine che cercano di superarle si spostano sulla sinistra venendo a occupare la carreggiata sulla quale vi può capitare di trovarvi, venendo nell’altra direzione. Perciò se incontrate una colonna militare rallentate e fermatevi il più vicino possibile al ciglio della strada.

Ogni tanto incontrerete branchi di animali: pecore, capre, oche ece. I cani da pastore dell’interno non sono ancora abituati alle macchine, e spesso vi correranno incontro abbaiando; rallentate e guidate con attenzione, perché molti cani finiscono travolti in questo modo dalle automobili di passaggio e per un pastore la morte di un buon cane è una grossa perdita. La sera state attenti ai carri dei contadini, che spesso come tutta luce posteriore (e nel migliore dei casi) hanno solo una lanternina traballante. Potrete anche imbattervi in scene pittoresche, come un mulo che si tira dietro, con una corda, una fila di cammelli dall’aria altezzosa che non si degnano davvero di farsi da parte per lasciar passare un’automobile e continuano ad avanzare con dinoccolata lentezza. Ma i camion e le macchine agricole sono il pericolo maggiore, perché si muovono a velocità molto superiori a quelle che il veicolo o l’abilità stessa del guidatore potrebbero consentire senza rischio. Ricordate che la Turchia ha un tasso di incidenti, in proporzione al numero di macchine in circolazione, fra i più elevati nel mondo.

Noleggio auto. Le automobili che vengono date a noleggio sono spesso in cattiva condizione e le tariffe sono molto elevate.

Proseguimento della rete stradale europea. La E5, che entra in Turchia nei pressi di Edirne, venendo dalla Bulgaria, sulla costa del mar di Marmara si congiunge alla E25 proveniente dalla Grecia, e prosegue lungo la costa fino all’aeroporto di Yeşilköy, punto di partenza della circonvallazione di Istanbul a sei corsie, che oltrepassa il ponte sul Bosforo fino a Izmit, dove diventa una normale strada a doppia carreggiata fino ad Ankara (svincolo anulare), Adana e Antakya fino al confine siriano a Yayladagi. La E24 si diparte dalla E25 in Tracia, attraversa i Dardanelli (traghetto) seguendo più o meno la costa fino a Smirne, rientrando nell’interno a Kusadasi per Denizli e Burdur, per poi ritornare sul Mediterraneo ad Antalya con uno spettacolare tratto costiero fino a Mersin, ricollegandosi prima da Adana con la E5, ma proseguendo di nuovo verso est attraverso Gaziantep e Urfa fino al confine siriano, a Senyurt o Nusaybin; la strada proseguirà poi (ma non è ancora agibile) lungo il confine dell’Iraq fin dentro l’Iran. La E23 collega Smirne con Ankara per proseguire attraverso Sivas e Erzurum fino all’unica via praticabile per entrare in Iran, a Gurbulak. La E390 da Trabzon si unisce alla E23 prima di Erzurum. La E391 collega la E23 a est di Erzincan con un percorso piuttosto scomodo fino a Elazig, che migliora attraversando Malatya e Kahraman Maras con la E24 a ovest di Gaziantep.

Traghetto auto dalla costa turca alle isole greche. Partendo in automobile da Istanbul si può abbreviare il viaggio di ritorno oppure variarlo servendosi dei traghetti e aliscafi che collegano la costa turca con le isole greche proprio di fronte. I battelli non sono molto moderni, ma riescono a accogliere alcune macchine. I punti principali di traversata sono: 1. Cesme per l’isola di Chio (Sakiz in turco); 2. Dikili (circa 100 km a nord di Smirne) per Lesbo (Midilli); 3. Kusadasi per Samo (Sisam); e inoltre, occasionalmente, da Bodrum per Kos, e da Marmaris per Rodi. Navi traghetto più grandi trasportano automobili e passeggeri da tutte le isole nominate fino al porto greco del Pireo.

Condizioni delle strade. Ci sono circa 30.000 km di autostrade rivestite di asfalto ruvido, che offre ottima presa agli pneumatici. Tuttavia la manutenzione lascia un po’ a desiderare, e i tratti in riparazione occupano in pratica tutta l’ampiezza della strada (la macchina insomma finisce col coprirsi di catrame per quanto si guidi lentamente). Quando avvisterete un bulldozer tenetevi pronti: significa che i lavori sono in corso! I 30.000 km di strade secondarie segnalate sulle carte come strade «stabilizzate (senza rivestimento)» possono essere affrontati solo se il vostro veicolo è dotato di ottime sospensioni, è abbastanza alto da non temere buche e pietre e ha finestrini a prova di polvere. Le strade sterrate sono semplici piste, in estate una distesa di ciottoli polverosi, nella stagione delle piogge fiumi di fango.

Segnali stradali. La segnaletica stradale segue sostanzialmente quella di tipo internazionale; qualche cartello può essere diverso, ma risulta comunque facilmente comprensibile. Nei cartelli posti all’ngresso degli abitati, tenete presente che compare non solo il nome della località, ma anche l’indicazione della popolazione (nüfus) e dell’altitudine (rakım); utile è la distinzione tra centri abitati (cartello blu) e località storiche (cartello giallo). Per quanto riguarda gli altri cartelli, vi segnaliamo alcune delle diciture più comuni, in modo da facilitarvi la guida: dikkat in un rettangolo bianco significa «prudenza»; taşıt giremez, con una freccia nera barrata di rosso e inserita in un cerchio rosso su fondo bianco, indica il «senso vietato»; yavas = «rallentare»; dur = «stop»; tek yön = «senso unico»; sola dönülmez = «divieto di svolta a sinistra»; geri dönülmez — «vietato invertire la marcia»; geçmek yasaktır = «divieto di sorpasso»; durmak yasaktır = «divieto di fermata»; park yapılmaz = «sosta vietata»; mecburi istikamet = «senso obbligatorio»; bozuk satıh = «strada deformata»; tamirat = «lavori in corso»; gümrük = «dogana»; hastahane = «ospedale».

This post has no comments. Be the first to leave one!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>